Castello di Montauto

Il castello ebbe la sua origine intorno al 1170/80, periodo storico nel quale vengono menzionati per la prima volta come feudatari i signori di Montauto. La potenza e l’importanza del castello sono documentate dalle triplice cinta muraria che lo caratterizzava e dal poderoso mastio. La sua felice posizione lo rendeva praticamente inattaccabile, abbarbicato su un’altura di 700 metri con intorno le rocce della montagna e lo strapiombo della valle del fiume Sovara.

 

Intorno ai primi anni del Cinquecento venne espugnato dai fiorentini che ne trafugarono tutti i tesori e, dopo la quasi totale distruzione, fu riedificato in epoca rinascimentale. Montauto era anche meta frequente di San Francesco durante i suoi spostamenti dalla Verna e fino al 1503 nella cappella del castello era conservata una tonaca che il santo lasciò all'amico conte Alberto. Proprio in quest'anno il castello fu espugnato dai Fiorentini e tutti i suoi tesori trafugati. Distrutto quasi totalmente al seguito di alterne vicende, il castello fu riedificato in epoca rinascimentale. Segno più evidente di questa fase è la bella torre d'angolo conica con forte scarpatura, rivolta alla via di accesso, attribuita all'architetto Francesco di Giorgio Martini. Le bifore in pietra e le eleganti rifiniture delle logge risalgono invece ad epoche successive, quando il castello divenne villa padronale.

 

Oltre alla già nominata piccola cappella Montauto possiede anche una chiesa più grande con bel portale scolpito e fronte esterno fortificato. Tutto il complesso è ancora oggi proprietà della famiglia dei conti Barbolani da Montauto, è non liberamente visitabile. Si può raggiungere a piedi con un comodo sentiero che inizia presso La Fabbrica della Natura, centro visita del Parco dei Monti Rognosi e della Valle del Sovara, oppure comodamente in macchina percorrendo la strada provinciale della Libbia fino a località Tavernelle di Anghiari.