Antiche Rovine

I castelli meglio conservati, per vicende storiche e perché oggetto di restauro, sono difficilmente visitabili in quanto ospitano abitazioni private o strutture ricettive. Molto più semplice ma comunque divertente è invece la visita ai ruderi dei castelli che maggiormente hanno subito il passare del tempo, che si raggiungono con un breve passeggiata nella natura dopo aver lasciato la macchina.

 
 
Valialle
Le origine del castello risalgono al XIII secolo. Dell'originaria cinta muraria restano solo pochi tratti, mentre il nucleo è utilizzato per abitazioni rurali. L'interna chiesa, dedicata a S. Biagio ha forme romaniche, unica navata, con abside semicircolare e campanile a vela: riaperta alla fruizione del pubblico nell'estate del 2004 conserva all'interno capitelli romanici ed un quadro rappresentante la Vergine in gloria con i Santi Biagio e Romualdo.Come Pianettole, anche Valialle fu legato all'ordine dei Camaldolesi: distrutto da Firenze, con le sue pietre fu poi costruita, nel 1460, la Porta Nuova ( o Fiorentina) di Anghiari. Per raggiungere Valialle bisogna seguire la strada che da Anghiari porta a Toppole e girare a destra prima della località Molino del Caccia.
 
 
Castiglion Fatalbecco
Il castello ha origine longobarde e nel corso della storia è appartenuto ai Conti di Galbino e ai monaci camaldolesi. I ruderi del castello, che fanno mostra di sé circondati da un bosco di pini e cedri del Libano, si trovano sulla sommità del Poggio di Castiglione, nei Monti Rognosi. Si possono raggiungere percorrendo per circa 3 chilometri il sentiero 104 dalla località il Carmine, nei pressi di Anghiari, oppure il sentiero 104/B ( 2 chilometri circa) che si stacca sulla destra, prima della località il conventino, lungo la strada che unisce Anghiari a Ponte alla Piera.
 
 
Montedoglio
Il castello è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti inglesi, per colpire una postazione militare tedesca che vi si era insediata. Sorgeva su di un poggio sulla parte sinistra della valle del Tevere, oggi occupata dal Lago di Montedoglio. Il nome Montedoglio deriva probabilmente da Monte d’Oro, appellativo dovuto all’aspetto dorato delle rocce ofiolitiche che costituiscono la collina.
Da Gragnano, frazione del comune di Sansepolcro, si raggiunge la località San Martino. Da li si sale a piedi fino alla sommità del Poggio di Montedoglio che, oltre alle rovine del castello, offre una incantevole vista sul Lago e sulla Valtiberina.
 
 
Montautello
Il castello di Montautello, nei pressi di Monterchi, sorgeva strategicamente sulla riva destra del Cerfone e faceva parte dell’interessante sistema di castelli e torri della Val Cerfone. Isuoi ruderi sono in parte riconquistati dalla natura ma testimoniano la sua antica imponenza. Da Scandolaia, località nei pressi di Le Ville di Monterchi, si procede fino a che la strada non diventa bianca. In prossimità di un fontana in pietra si gira a sinistra e si raggiunge un gruppo di case dover lasciare la macchina. Il castello dista un centinaio di metri, da percorrere fra prati e boschi.