Le altre aree naturali protette

Riserva Naturale Bosco di Montalto

Il Bosco di Montalto (1060 m s.l.m.) si trova a pochi chilometri da Pieve Santo Stefano, lungo la dorsale che unisce il Poggio delle Calbane con il Passo di Via Maggio. La Riserva protegge l'intero versante settentrionale di Montalto, un ripido pendio ricoperto da boschi di notevole interesse naturalistico che si sono conservati grazie alla accidentata morfologia del rilievo, che ne ha limitato lo sfruttamento selviculturale. In meno di 200 metri di dislivello si alternano diverse tipologie forestali che comprendono faggete e boschi misti di aceri, tigli, cerri e carpini. La riserva è quasi completamente boscata e da rifugio a mammiferi (caprioli, cinghiali, istrice, tasso) e uccelli (poiana, falco pecchiaiolo) che si spostano nei campi circostanti per alimentarsi.
La riserva è lambita dal sentiero CAI n. 2 che collega il Passo di Via Maggio a Pieve Santo Stefano ma, dato il particolare valore del bosco e la fragilità dell'ecosistema, la visita è consentita solo con le Guide Ufficiali delle Riserve Naturali e occorre quindi prendere contatto con l'Ufficio Turistico di Sansepolcro.
 
 
Riserve Naturali di Fungaia, Poggio Rosso e Formole
Nel territorio della Valtiberina sono presenti 3 Riserve, gestite dal Corpo Forestale dello Stato, visitabili solo per motivi di studio e accessibili solo a gruppi non superiori a 10 persone. Le adiacenti Riserve Biogenetiche di Fungaia e Poggio Rosso si estendono negli omonimi rilievi che delimitano ad ovest la valle del Tevere invasa dal lago di Montedoglio, nel territorio dei Comuni di Caprese Michelangelo e Pieve Santo Stefano. Sono occupate perlopiù da rimboschimenti degli anni '60 e '70, con cipresso dell'Arizona, ontano napoletano, pino nero e marittimo, cedro dell'Atlante e abete greco. La riserva di Popolamento Animale di Formole, nel territorio comunale di Pieve Santo Stefano, è nata per allevare cavalli di razza Avelignese ed è sede di un maneggio. Le Riserve sono abitate dalla tipica fauna delle aree collinari e bassomontane come caprioli, cinghiali e volpi e occasionalmente dalle beccacce, che vi fanno sosta durante la migrazione. Si può accedere alle riserve, previa autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato, dalla S.P. 48 che collega Pieve Santo Stefano ad Anghiari costeggiando il lago di Montedoglio.
 
 
Area Naturale Protetta Golena del Tevere
L'Area Naturale Protetta Golena del Tevere si estende fra i comuni di Sansepolcro e Anghiari e protegge un tratto di Tevere a valle della diga di Montedoglio con lo scopo di recuperare e valorizzare l'ambiente fluviale, alterato dalla costruzione della diga e dalla presenza di numerosi laghetti artificiali dovuti all'attività estrattiva, ormai ricolonizzati dalla natura. L'area si caratterizza per la presenza di una vegetazione tipicamente golenale composta da specie in grado di resistere alle temporanee sommersioni, come le salicacee e il pioppo nero, che si estende dal letto del fiume fino ai laghetti artificiali, dove la presenza di cannucce tife favorisce la presenza di diverse specie di uccelli come il tarabusino, il martin pescatore, la folaga e il germano reale. La fauna ittica ha risentito degli effetti dell'invaso ma conserva tuttavia specie interessanti come il cavedano, il vairone e il barbo tiberino. Si può accedere alla riserva con il sentiero CAI n.14 che da Santa Fiora arriva fino ad Albiano, dal quale si dipartono numerose strade sterrata che arrivano fino al Tevere.
 
 
Area Naturale Protetta Serpentinite di Pieve S. Stefano
L'Area Naturale Protetta Serpentinite tutela il Poggio delle Calbane (879 m s.l.m.), il Monte Petroso (649 m s.l.m.) e il Monte Murlo (603 m s.l.m.), tre rilievi nei dintorni di Pieve Santo Stefano costituiti per la maggior parte da serpentinite che, dal punto di vista geologico, appartengono allo stesso affioramento ofiolitico dei Monti Rognosi. Su questi rilievi la vita per le piante è particolarmente difficile: la serpentinite è una roccia difficilmente erodibile e il suolo, lento a formarsi e facilmente dilavato dalla piogge, si riscalda facilmente e non trattiene l'acqua. L'adattamento della vegetazione a condizioni ecologiche così dure ha favorito la formazione della gariga, un'associazione fitoclimatica formata da specie arbustive nane e discontinue come il Thymus acicularis e la Minuartia laricifolia, intervallate da ginepri. Solo sul Monte Petroso, a ridosso della S.P 77 nei pressi del Vivaio del Corpo Forestale dello Sato, esiste una specifica sentieristica per la visita. Tuttavia ci si può avvicinare al Poggio delle Calbane attraverso la strada per l'Eremo di Cerbaiolo e il sentiero CAI n. 2, mentre il Monte Murlo si raggiunge attraversando il ponte sul Tevere all'imbocco della S.P 48 o percorrendo il sentiero CAI n. 22.
 
 
Area Naturale Protetta Nuclei di Taxus baccata di Pratieghi
L'Area Naturale Protetta Nuclei di Taxus baccata si estende interamente nel comune di Badia Tedalda e racchiude un territorio prevalentemente boscato che presenta la rara tipologia forestale denominata Tilio-Acerion, qui caratterizzata da una inusuale abbondanza di tasso (Taxus Baccata), una conifera a distribuzione sporadica tipica delle foreste del Pliocene (5 milioni di anni fa). Il tasso è una pianta molto rara anche per lo sfruttamento che in passato è stato fatto del suo legno, elastico e molto resistente, ricercato per la fabbricazione di archi e altri utensili. Insieme al tasso (alcuni esemplari sono alti più di 10 m.) vegetano all'interno dell'ANPIL altre specie delle antiche foreste plioceniche, comeL'ANPIL si estende interamente nel comune di Badia Tedalda e racchiude un territorio prevalentemente boscato che presenta la rara tipologia forestale denominata Tilio-Acerion, qui caratterizzata da una inusuale abbondanza di tasso (Taxus Baccata), una conifera a distribuzione sporadica tipica delle foreste del Pliocene (5 milioni di anni fa). Il tasso è una pianta molto rara anche per lo sfruttamento che in passato è stato fatto del suo legno, elastico e molto resistente, ricercato per la fabbricazione di archi e altri utensili. Insieme al tasso (alcuni esemplari sono alti più di 10 m.) vegetano all'interno dell'ANPIL altre specie delle antiche foreste plioceniche, come l'agrifoglio e la bislingua. Da Pratieghi si diparte un sentiero natura ad anello che attraversa il territorio dell'ANPIL.
 
 
Parco Faunistico Ranco Spinoso
Il parco Faunistico di Ranco Spinoso si estende per circa 100 ha alle pendici del monte Serra di Battiroli, nel comune di Sestino al confine con la Regione Marche. Al suo interno vivono daini, mufloni e cervi, avvistabili in tutta la loro bellezza e in una condizione di libertà da comode strutture posizionate all'interno dei grandi recinti, che comprendono pascoli e boschi costituiti per lo più da cerri, carpini a aceri. Insieme alle tre specie sopra elencate fanno parte della popolazione del parco animali anche come il ghiro, l'istrice e la volpe nonché rapaci come il gheppio e la poiana.
Nei pressi del parco è stata creata un'area di sosta attrezzata dotata di tavoli, griglie e cucina a disposizione dei visitatori utilizzabili anche in caso di maltempo e un chiosco provvisto di bar per colazioni e merende.
Il parco di Ranco Spinoso è aperto dal 25/04 al 30/09 tutti i giorni festivi dalle 8,00 alle 20,00.
Per gli altri giorni è necessaria la prenotazione ai numeri 338 4343025 - 0575 1942740 - 0575 799097.