Dove nacque il sommo artista

L'abitato storico di Caprese si è sviluppato intorno alla Rocca, la cui presenza è attestata già nell' VIII secolo, quando apparteneva ai Longobardi. Il fortilizio iniziò ad essere realizzato sulla cima più elevata del colle (corte alta) per svilupparsi poi in un sottostante grande recinto e, successivamente, in una corte bassa (l'attuale entrata del castello). Mentre l'abitazione del signore era collocata nella corte alta, nella quale sono ancora esistenti i resti di una magnifica sala, nella corte bassa erano le abitazioni della gente comune e la chiesa. Di questa chiesa si intravede ancora la traccia della volta, sul muro sopra la fonte immediatamente a destra della porta di ingresso.

 

Tra il 1323 e il 1324 la Rocca di Caprese venne assediata da Guido Tarlati, il vescovo guerriero signore di Arezzo, e, per quanto imprendibile, alla fine si dovette arrendere per fame. A seguito delle distruzioni operate dal vescovo, tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, allorché Caprese passò sotto il dominio di Firenze (1386) la cinta muraria venne restaurata e fu eretto, all'inteno delle mura, il Palazzo del Podestà dove, nel 1475, nascerà Michelangelo. Il padre di Michelangelo, Ludovico di Buonarroto Simoni, era uno dei podestà che, ogni sei mesi, la Repubblica di Firenze inviava a Caprese. Nei secoli successivi la Rocca perse di importanza e subì crolli e danneggiamenti.  
Nel 1875, con il rinvenimento dell'atto di nascita di Michelangelo a Caprese, venne fondato, all'interno dell'antico Palazzo del Podestà e quindi casa natale dell'Artista, il Museo Michelangiolesco. Agli inizi degli anni Sessanta venne poi restaurata la Rocca, nella parte della corte alta e del recinto all'aperto, e l'intera area destinata a Museo. Questo conserva oggi numerosi pregevoli calchi delle opere dello scultore presentate anche con un interessante percorso per bambini: i “Prigioni” realizzati per la tomba di papa Giulio II, la Madonna di Bruges, il Cristo della Minerva, il Bacco, ecc.. A partire dagli anni 70 del '900 il Museo ha ospitato una serie di eventi legati all'arte contemporanea che hanno generato un piccolo nucleo dedicato alla scultura del XX secolo, nel quale compaiono nomi di illustri artisti quali Greco, Fazzini, Vivarelli. Negli ultimi anni, poi, grazie alla donazione di Enrico Guidoni, la sezione contemporanea del Museo si è ulteriormente allargata arrivando a comprendere più di 150 opere di medio e piccolo formato in diversi materiali (bronzo, marmo, gesso, cera) di artisti di spicco del panorama italiano. 

 

 

 

 

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